Il Social Local Marketing per le attività locali

Il Social Local Marketing per le attività locali

Il social local marketing ha lo scopo di incrementare la popolarità e il giro di affari delle attività, professionali e commerciali, che si rivolgono a una clientela radicata in uno specifico ambito territoriale.

Di fatto, le azioni di digital marketing eventualmente programmate non sono differenti dalle azioni strategiche predisposte per chi opera su scala nazionale (o internazionale, perché no).

Tuttavia, per le realtà imprenditoriali che operano a livello locale è necessario porre attenzione ad alcuni aspetti del digital marketing.

Questo è l’argomento dell’articolo di oggi.

Cos’è il Social Local Marketing

Cosa s’intende per social local marketing? Con questa espressione si indicano tutte le azioni comprese in una strategia di digital marketing che riguarda principalmente attività locali.

Parliamo dell’utilizzo degli strumenti digitali, piattaforme social comprese, per quegli scopi basilari, che sono grossomodo uguali per tutti:

  • brand awareness;
  • lead generation;
  • lead nurturing.

Insomma, il proposito del social local marketing è semplice: vuole facilitare il contatto tra azienda locale e pubblico, facendo in modo che tra essi nasca una relazione fruttuosa, cioè tale da portare gli utenti a servirsi del prodotto/servizio offerto e restare fedeli alla marca o all’esercizio commerciale.

Be’, è semplice in teoria e un po’ meno nella pratica.

Come detto, in fondo le strategie di digital marketing contemplano un insieme di azioni.
Sta al professionista del digitale definire quali siano le più utili per il business aziendale, soprattutto tenendo d’occhio la questione della territorialità. La competenza è necessaria, ma è essenziale l’analisi dell’attività stessa e dei suoi bisogni, così da rendere la comunicazione online davvero efficace.
Nella fattispecie, l’efficacia si traduce nella capacità del messaggio di arrivare, in modo effettivo, al pubblico locale.

Linee guida per il Social Local Marketing

A questo punto, per introdurre le best practice del social local marketing, assumiamo il dato: sei titolare di un’attività che poggia il proprio business sul territorio in cui è situata. Ciò che conta è trovare le strade che conducono in modo diretto alle persone che ti interessano.

I tuoi clienti potenziali e attuali, molto probabilmente, si trovano in territorio dal raggio non troppo esteso: può essere un’intera provincia, una città o, addirittura, un quartiere.

Chiaramente, si può anche pensare di gettare le basi per una strategia di più ampio respiro e capace di allargare la tua attività anche al di fuori di certi confini.

In altre parole, puoi essere più ambizioso e giocare di audacia, così da estendere la tua notorietà e il tuo servizio a livello provinciale, regionale e nazionale.

Per fare questo, però, non bisogna essere bravi solo con il digital marketing.

Bisogna essere in grado di sostenere una domanda più ampia, di soddisfarla concretamente. Si tratta di un discorso correlato, che richiede una trattazione a parte.

Ragione per cui, fatta la precisazione, possiamo concentrarci sul discorso che riguarda le strategie social per chi opera in un ambito territoriale più ristretto.
In questo caso, a maggior ragione, si punta molto sulla qualità dei contatti e meno sulla quantità. E spieghiamo subito in che modo farlo.

Rafforza il posizionamento

Il concetto di posizionamento sembra un po’ da manuale di marketing, ma in realtà ha valenze pratiche non da poco. Insomma, non lo citiamo giusto per un principio didascalico: se per tutte le attività professionali e commerciali è importante avere un posizionamento, per le realtà locali lo è anche di più.

Cosa bisogna fare, dunque?

Bisogna avere chiare le idee su chi vuoi essere per il tuo pubblico.
L’esempio che segue chiarisce tutto. Poniamo che tu abbia un ristorante e che la tua intenzione sia quella di offrire ai tuoi clienti menù gourmet e un servizio piuttosto raffinato.

Come devi posizionarti?

Il tuo ristorante deve avere prezzi medio-alti, deve essere il luogo da frequentare per occasioni importanti e, magari, è il solo con queste caratteristiche nel quartiere in cui è situato.
Quest’ultima qualità è tanto un vantaggio quanto uno svantaggio. Infatti, probabilmente le persone del quartiere sono abituate a luoghi più informali ed economici, adatti a famiglie e persone molto giovani. La tua realtà è diversa e si adegua a tutte quelle occasioni per cui la più ordinaria pizzeria non è adatta.
Insomma, il fatto che tu gestisca un ristorante di fascia alta è un fattore differenziante.

Ed ecco perché è necessario comunicare, in modo chiaro, la tua visione: rafforzi un’identità, quindi un posizionamento, intercetti quel pubblico, differente, che vuole proprio venire da te.

Non sarebbe lo stesso se la tua fosse la trattoria economica. Non sarebbe lo stesso se, pur allestendo un ambiente elegante, tu abbassassi i prezzi per adeguarti agli altri ristoratori.

E tutto questo va comunicato anche online, tradotto in tone of voice, coerenza visiva e partecipazione attiva sui canali che hai deciso di aprire. Canali, tra l’altro, di cui parleremo tra pochissimo.

Individua i canali digitali più adatti per interagire con il pubblico

Come abbiamo già spiegato nell’articolo di approfondimento sul social media marketing, solo l’analisi puntuale dell’attività, delle sue qualità vantaggiose e dei rischi che corre, del pubblico a cui è rivolta può effettivamente dire quali canali utilizzare e quali trascurare.

Resta vero che esistono social network, ad esempio, che si prestano più o meno bene a servire gli obiettivi di comunicazione e marketing di specifici business. Ad esempio, chi mai metterebbe in dubbio l’utilità di Instagram e di Pinterest per il turismo? Nessuno, almeno non in linea di principio.

Fatta la premessa, ci sono interrogativi da porsi e a cui rispondere, per poter decidere qualcosa in merito:

  • dove i tuoi clienti (potenziali/attuali) trascorrono più tempo?
  • quali sono le loro necessità?
  • dove cercano informazioni che ti riguardano?

La parola chiave è: studio, analisi.
Analizzando i comportamenti e i bisogni, puoi sapere se vale la pena aprire una pagina Facebook oppure un account Instagram, magari entrambi, addirittura un canale YouTube per videoricette.
E questa logica vale per tutti. Per chi ha una spiccata vocazione local, va però posta maggiore attenzione a:

  • geolocalizzazione;
  • hashtag;
  • Google Business Profile (il vecchio Google my Business).

La raccomandazione è semplice e banale, ma non è scontata.

Quando le attività vivono soprattutto grazie al contesto in cui sono inserite, la geolocalizzazione dei post fa il suo “sporco” lavoro.

Bisogna evidenziare che si opera in un territorio ben preciso. E questo può essere fatto anche grazie agli hashtag.

Possiamo fare un esempio molto semplice, riferendoci ai contenuti di Instagram: post, Storie e Reel devono sempre essere geolocalizzati ed essere corredati dell’hashtag territoriale che sta a indicare il luogo in cui ti trovi.

Questo, chiaramente, esclude che si possa pensare di inserire, nei medesimi contenuti, hashtag che si riferiscono ad altri contesti geografici. In parole povere, se sei a Roma ha poco senso inserire #Napoli e #Milano.

Investire budget in campagne pubblicitarie ben profilate

Senza budget non si cantano messe: per i social network è più vero che mai. Della necessità di avviare azioni di social advertising ne abbiamo già parlato e non ci dilunghiamo troppo sulla questione.

Basta ribadire che la visibilità organica dei post è tendenzialmente bassa per tutti. Certo, bisogna pensare a contenuti coinvolgenti e interessanti per gli utenti, sfruttare il potere della multimedialità, ma c’è poco da fare: per esigenze specifiche, è necessario sfruttare gli strumenti di sponsorizzazione.

Qualche esempio?

Se hai rinnovato il locale e hai riaperto dopo settimane di chiusura, può valere la pena sponsorizzare la notizia.
Se hai predisposto menù speciali per Natale, Capodanno, Pasqua o San Valentino, è giusto che le iniziative arrivino al pubblico per tempo.

Anche in questo caso, è importante che le campagne siano gestite da professionisti del digital marketing, che sanno come profilare il pubblico adatto.

Fare remarketing

Il remarketing è un’azione molto complessa, che richiede competenza con le campagne pubblicitarie e non solo. Azione detta anche di retargeting, ha come scopo quello di intercettare un pubblico, individuato grazie ai suoi comportamenti precedentemente assunti su Internet.

Insomma, immagina che qualcuno sia entrato nel tuo sito web, ma non abbia prenotato un tavolo. Di fatto, questo contatto è intercettato: puoi fare in modo che veda, su Google o sulle piattaforme social, i tuoi contenuti sponsorizzati.

Ciò rafforza il brand, facendo in modo che resti nella mente delle persone (anche se sono già clienti) ed esse vengano spinte a venire, prima o poi, da te.

Ricorda sempre che il social local marketing funziona nel momento in cui tutto entra in una sinergia. L’importante è non perdere mai il fil rouge della territorialità che fa da collante a tutta la strategia digital, la quale comprende non solo la comunicazione social, ma contempla anche la SEO, ad esempio, per rendere sito web e shop online più performanti.

Grazie mille di avermi seguito fino alla fine di questo articolo sul Social Local Marketing

Ora tocca a te.

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Ti aspetto.

Alla prossima – Luciano Cioffi

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